(C) R. HörmandingerL’uccellagione nel Salzkammergut

 

Costumi antichi come tradizione vissuta ed espressione d’amicizia per la natura

 

scritto da Dipl. Ing. Dr. Ludwig Wiener

 

L’uccellagione nel centro dell’Europa all’inizio del XXI secolo è incomprensibile per molte persone, perché oggi l’uccellagione è legato ad abitudini dimenticate dei tempi passati oppure ci si pensa ad uccellagione in masse nell’Europa del Sud, che serve per preparare pietanze gustose a base di uccello. Ciononostante si è sviluppata e conservata una tradizione indipendente nel Salzkammergut, che occupa un posto fisso nel calendario ricco di tradizioni del Salzkammergut.

 

Questa tradizione risale al 20 dicembre 1579, quando essa viene menzionato per la prima volta nella parte austriaca del Salzkammergut in un’istruzione dell’Imperatore Rudolfo II, nella quale egli permette l’uccellagione anche al popolo e allarga il territorio della caccia fino alle proprietà imperiali. Ciò era particolarmente importante per il Salzkammergut, visto che quasi tutta la regione era sotto l’amministrazione imperiale. Nei secoli seguenti sono stati emanati numerosi decreti, brevetti e riconoscimenti. Dato che si rimandava permanentemente al diritto dell’uccellagione specialmente per il popolo, l’uccellagione era denominata la “caccia del uomo semplice”.

 

Le descrizioni più antiche nel Salzkammergut dimostrano che l’uccellagione è stata esercitata per ottenere animali domestici e per la vendita degli uccelli. Le persone emigrate dal Salzkammergut hanno portato questa usanza anche in altre regioni, dove essa in parte si è mantenuta nella stessa forma (per esempio nei Carpati Forestali dell’Ucraina d’oggi).

 

Il turismo fiorente nella metà dell’Ottocento nel Salzkammergut ha fatto crescere l’importanza del commercio con gli uccelli domestici. Per questa ragione sono state organizzate esposizioni di vendita, accompagnate da grandi sfilate e da un programma molto vario (feste e manifestazioni come balli, ornamenti di fiori, ecc.). Queste esposizioni d’uccelli sono documentate dal 1862. Prima gli uccellatori non erano organizzati ed esercitavano il loro commercio senza manifestazioni assai grandi.

 

Originalmente si trattava di esposizioni di vendita, oppure esposizioni di vendita all’asta, nelle quali contava più la bellezza che il canto degli uccelli. Gli uccellatori sono venuti dall’intera regione: dal territorio di Aussee, dall’interno del Salzkammergut, dal territorio di Abersee e Mondsee, dal al di là del Traunsee e dalla regione di Gmunden. Il ricavo ottenuto dagli uccelli non guadagnava l’uccellatore, ma è stato raccolto in una cassa comune. Di questi soldi è stata finanziata per esempio una festa di Natale per degli orfani ad Ebensee. Fino alla metà degli anni Trenta gli uccelli sono stati venduti. Da questo punto l’esposizione si è conservata come avvenimento sociale, ma gli uccelli non sono stati più venduti. Come allora anche oggi lo sfarzo di colori, l’incolumità e lo stato di coltivazione dell’uccello sono le caratteristiche decisive.

 

Oggigiorno ci sono all’incirca 550 uccellatori, organizzati in 35 associazioni, che organizzano ogni anno un’esposizione di uccelli alla domenica prima della festa di Katharina. Ancora oggi le esposizioni e tutta la tradizione che le circonda, rappresentano una componente sociale molto importante di questa usanza. Tutte le associazioni sono consolidate nel “Verband der Vogelfreunde Salzkammergut”, che organizza altrettanto un’esposizione annuale alla prima domenica dell’Avvento. Lì sono ammessi soltanto i più begli uccelli delle associazioni.

 

Il fringuello, il lucarino, il cardellino ed il beccostorto sono i generi di uccelli che da sempre fanno battere il cuore della gente del Salzkammergut. Il Re tra loro rimane il beccostorto, il cosiddetto pappagallo delle Alpi, che ha ricevuto questo nome per la capacità di arrampicarsi sulle conifere. Lo scopo non è l’uccellagione in massa con reti grandi, ma l’evento naturale e la competizione dell’abilità umana con quella dell’uccello, oppure la sensazione di desiderare e ottenere un determinato uccello. Ciò non funziona sempre. Perciò è necessario osservare gli uccelli ed il loro comportamento rigorosamente. Inoltre bisogna a studiare sempre, per entrare nel mondo dell’uccello.

Gli uccelli vengono cacciati con delle trappole, con le quale si può prendere soltanto un uccello. Il tipo delle trappole si è adatto alle possibilità tecniche. All’inizio sono state usate casette speciali, verghe appiccicose o pertiche, ma oggi gli uccelatori usano soltanto pertiche di rete. Si tratta di trappole piccole, nelle quali l’uccello non viene più tenuto fermo sulle gambe. L’uccello viene invece circondata da una rete di circa 20 x 30 cm, quando si siede sulla pertica. Visto che la rete è a maglia stretta, non c’è il pericolo che l’uccello resta attaccato o si aggancia con le sue ali. Un uccello che non è completamente circondato dalla rete, può liberarsi facilmente da solo senza rischio di ferirsi. Questa trappola ha il grande vantaggio di cacciare l’uccello senza ferirlo. In questo modo è garantita una cattura selettiva, che è desiderata dagli uccellatori e richiesta dalla legislativa. Secondo la concessione eccezionale della legge per la protezione delle bellezze naturali, un uccellatore ha il permesso di pigliare soltanto 4 uccelli tra il 15 settembre ed il 30 novembre.

 

Insieme allo zimbello (si tratta di un uccello della stessa razza, che deve essere incolume e molto dotato a cantare) ci si reca al posto dell’uccellagione prima dell’alba. Spesso bisogna a fare una lunga marcia per collocare le trappole e gli zimbelli così che si possa applicare le osservazioni fatte sul comportamento degli uccelli. Trovare uno zimbello adattato è un’arte per se e ci vuole tanta esperienza di vita. Per questo motivo un buono zimbello ci si tiene per una vita intera. Come uccello domestico essi possono raggiungere un’età di più di 20 anni, che non potrebbero mai raggiungere se fossero selvaggi. A questo punto l’uccellatore non può fare più niente che osservare con tanta attenzione. Naturalmente l’uccellatore deve attendere nella vicinanza, per essere presente in caso di pericolo o se la cattura è stata coronata di successo. Uccelli con un anello vengono subito liberati ed il numero dell’anello viene riferito all’ufficio responsabile, dato che contiene molti dati interessanti.

 

(C) Franz KillmeyerSpesso l’uccellatore deve ritornare a casa senza successo di cattura. Ma in ogni caso è passato un giorno ricco di avvenimenti e forse avrà più successo nel futuro.

Quando l’uccellatore ha preso un bel maschietto, comincia pazientemente a lavorare con l’uccello. L’uccello vede l’avvicinamento dell’uomo come fonte di pericolo e ne vuole fuggire. Ma non può più fuggire, perciò bisogna a togliere la sua timidezza, approfittandosene dal comportamento naturale dell’uccello. Quando l’uccello fugge da un pericolo, non cerca la luce abbagliante, ma un arbusto, il ramo di un albero o altre boscaglie. Perché quando il nemico si trova nella luce accecante e l’uccello sta nell’oscurità, non c’è tanto pericolo. Invece nemici che escono di soppiatto dal nascondiglio sono pericolosi. All’inizio l’uccellatore deve considerare che l’uccello sta nel semi-buio e lui stesso si muove nella luce. Così l’uccellatore sembra meno pericoloso per l’uccello. Gli uccelli che sono stati cacciati recentemente, vengono tenuti in casette piccole per uccelli, così che l’uccello non si ferisca, quando fa movimenti veloci ed inconsiderati. Quando l’uccellatore si può avvicinare senza problemi, l’uccello viene trasferito in una casetta più grande.

Dopo l’esposizione, l’uccello viene portato in una cosiddetta “voliere” (camera per uccelli) insieme agli zimbelli. All’interno delle voliere si trovano tanti ramoscelli freschi di conifera, un posatoio di legno per ogni uccello e sabbia pulita e ricco di calce per la ricopertura del suolo. Visto che gli uccelli hanno spesso voglia di fare un bagno, l’uccellatore li prepara una sorgente. S’intende da sé che gli uccelli devono essere riforniti tutti i giorni di acqua potabile fresca. Come foraggio vengono usati soltanto semi naturali (pigne dell’abete rosso, pigne del larice, pigne dell’ontano, pigne del pino, oppure cardi, bacche, canapa, semi del girasole, semi di lino, semi negri, semi d’erba, e così via), erbe e boccioli. Il nutrimento corrisponde alle pretese dei diversi generi di uccelli e varia secondo la disponibilità stagionale e le provviste (particolarmente riguardando le pigne). Malattie (come l’infestazione d’acari) vengono curate con preparati consigliati.

 

Gli uccelli cacciati vengono liberati in primavera, quando comincia il tempo della nidiata, l’unica eccezione sono gli zimbelli che vengono ritenuti. Il momento della liberazione varia secondo il genere degli uccelli. Un mese prima essi non hanno più tanto contatto con l’uomo e vengono riforniti principalmente con foraggio che trovano in questa stagione (per esempio semi dell’abete rosso, semi di erbe selvatiche e boccioli) e che devono cercare sul suolo. Così diventano timidi e prudenti ed imparano a fare attenzione ai pericoli naturali. Visto che gli uccelli hanno già imparato le condizioni nella natura selvaggia, la liberazione nell’ambiente naturale procede senza complicazioni. Se l’uccello trova un distretto forestale a nidiata libera, lo può occupare subito, e se non è libero, deve continuare a cercare. Quindi è esposto alle stesse circostanze naturali e pericoli come tutti gli altri uccelli, che hanno passato l’inverno nel distretto forestale.

 

D’estate l’uccellatore deve rifornire lo zimbello da una parte, ma dall’altra parte deve fare escursioni di osservazione per esplorare le condizioni dell’anno per il volo degli uccelli nell’autunno. Nella tarda estate comincia di nuovo la collezione del foraggio per l’inverno e la preparazione delle trappole e delle casette per gli uccelli, fino al 15 settembre, quando inizia la nuova stagione d’uccellagione.

 

Così si chiude il circolo dell’anno degli uccellatori del Salzkammergut, che considerano gli uccelli un prestito della natura. Questo tipo di amicizia con la natura per quanto riguarda gli uccelli boscherecci, non può essere sostituito da niente, né dal film, né dai computer o altre alternative elettroniche. Anzi, ne cresce una relazione più profonda, che oggigiorno viene spesso interpretata una consuetudine antiquata ed inopportuna.

Salzkammergutverband der Vogelfreunde

Vogelhaltung und Vogelfang im Salzkammergut - Brauchtum und Liebhaberei

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